Parliamo del significato della presenza in Internet attraverso la creazione di un sito web o l’apertura di un blog come questo. Perchè è importante essere in rete? Lo sviluppo delle pagine internet alla ricerca dell’interoperabilità e dell’accessibilità globale.
Livello: base
Una capanna nel villaggio globale
Alzi la mano chi non ha mai acquistato un accessorio per il PC o un auricolare per il cellulare su internet. La quota di acquisti effettuata on line è in continua crescita, gli utenti registati di e-Bay ormai sono milioni, negli Stati Uniti gli ascolti delle televisioni calano a favore della navigazione in internet. Qualcuno dirà: bella scoperta! Ma il punto è questo: dati per scontati questi fatti, ci siamo resi conto dell’importanza di essere nel villaggio globale? Di costruire la nostra capanna in quel villaggio?
Immaginando il futuro, Internet sarà con ogni probabilità il “luogo” in cui passeremo la maggior parte della nostra vita. Sarebbe il caso, allora, di conoscere il linguaggio in cui dovremo esprimerci. Perchè solo così potremo portare avanti il nostro pensiero e le nostre passioni, come hanno fatto i creatori di questo blog. E non essere costretti a vivere negli alberghi altrui, a pagamento.
Il linguaggio ipertestuale
Internet si è sviluppato grazie all’html, l’HyperText Markup Language, il linguaggio di scrittura ipertestuale ormai generalmente riconosciuto. La sua caratteristica principale è quella di consentire il collegamento tra pagine diverse e tra contenuti di tipo diverso: descrivere l’attacco terroristico dell’11 settembre aggiungendo il collegamento al video dell’impatto degli aerei contro i grattacieli è da allora possibile.
Questa fusione , unita all’interconnettività globale, dà la possibilità a chiunque di esprimersi in qualsiasi modo e in qualunque momento. Il web è la televisione del futuro, dunque avere il proprio sito è il primo, obbligato passo per dare spazio alla propria voce in una società che parlerà la lingua del peer2peer, dell’uno a uno più che dell’uno a molti.
L’html nasce come un semplice strumento (e tale è) di creazione di pagine da pubblicare e condividere in internet. Probabilmente, però, gli stessi autori non immaginavano che in pochi anni quel linguaggio diventasse il più utilizzato pur non avendo grandi qualità espressive. La sua fortuna è rappresentata dall’ampia disponibilità ad accogliere “oggetti” esterni, quali applicazioni in css, java e javascript, che possono rendere una semplice pagina html attraente e dinamica. Ma nei primi anni ciò che contava era la semplicità, e in quello l’html è imbattibile. Avere una buona base di html è pertanto un buon passo per avvicinarsi al mondo di internet, come conoscere i paradigmi dei verbi quando si studia l’inglese, per poter poi affrontare con agilità quelli che saranno i linguaggi del prossimo futuro, xhtml e xml.
Oggi, pensando allo sviluppo futuro del world wide web, si spinge verso linguaggi sempre più universali e leggibili da tutte le piattaforme. E’ in questa direzione, seguendo l’idea di uno dei creatori di internet, Tim Berners-Lee, che sognava l’accesso globale per tutti gli individui del pianeta, che daremo uno sguardo al modo giusto di scrivere l’html. Partendo dalle basi e rispettando le raccomandazioni del World Wide Web Consortium, il W3C, l’organismo fondato e diretto dallo stesso ricecatore con l’obiettivo di diffondere standard sempre più aperti e intercomunicanti nella pubblicazione di contenuti in rete.
Il prodotto dell’html
Questa è un esempio di pagina scritta in html:
<html>
<head>
<title>Il mio sito</title>
</head>
<body>
<p>Il mio sito</p>
</body>
</html>
il cui risultato è quello che vedete di seguito (niente di che, devo ammetterlo, ma è pur sempre una pagina in html!)
L’esempio vuole mostrare la sintassi del linguaggio, che prevede i tag, cioè quegli elementi racchiusi nelle parentesi angolari (i segni di minore e maggiore), uno di apertura e uno di chiusura, ad esempio <html>, l’elemento iniziale di ogni pagina web. All’interno del tag <html> sono compresi tutti i contenuti del documento, divisi in due parti: la “testa”, <head>, che contiene informazioni generali riguardanti l’intero documento e non vengono visualizzate dal browser, e il “corpo”, <body>, in cui si inseriscono gli oggetti effettivamente presenti nella pagina. Vedremo come si costruisce la nostra “creatura” pezzo per pezzo.
La cosa interessante è che per generare pagine in html basta un normale editor di testo, come il Blocco Note di Windows, anche se si sono diffusi vari programmi di gestione di pagine web con la più classica interfaccia grafica, che naturalmente allontanano un po’ l’utente dal cuore del documento, impedendo il completo controllo degli elementi. Noi non useremo tali programmi e ci concentreremo direttamente sul codice html, lo strumento migliore per avere sotto mano ogni mattone della nostra capanna. Lo strumento migliore per costruire il proprio spazio su Internet.
